Marco Travaglio risponde a Massimo D'Alema e spiega 15 anni di inciuci.
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08 gennaio 2010
Il partito unico dell'amore
16 dicembre 2009
Sono preoccupato
Al termine di Ballarò sono preoccupato e stavolta non solo per il mio futuro.
Sono sempre più preoccupato per quello di questo Paese.
Per la democrazia.
Quello che vedo, quello che sento non può appartenere a un moderno paese democratico (occidentale).
Alcuni rappresentanti della destra continuano sordi ad alzare i toni ma accusano gli altri di farlo. Indicano responsabili, diffamano senza prove, fomentano e allo stesso tempo sostengono che a fare tutto ciò, ad essere responsabili del clima di odio che si sta creando siano quegli esponenti della sinistra e i giornalisti (perché si sa siamo tutti bolscevichi) come Santoro e Travaglio accusato quest'ultimo dall'onorevole Cicchitto pubblicamente in aula di essere un terrorista mediatico. Terrorista mediatico! Un giornalista che svolge il suo lavoro è un terrorista mediatico?
Vengono reclamate iniziative legali, provvedimenti. Il Ministro Maroni promette cha da giovedì ci sarà una stretta per fermare i siti internet che fomentano la violenza.
Mi conviene scrivere il più possibile domani allora prima di essere oscurato come avviene in Cina, a Cuba e in altri paesi liberi.
Tradotto chi non appoggia Mr B deve tacere per sempre.
Francamente però sono ancora più meravigliato dal tipo di sostegno e consenso di cui Berlusconi gode. Viene adulato, idolatrato. Il suo popolo lo chiama semplicemente Silvio. Come per i fasci era Benito. Per il suo popolo lui è infallibile, è perfetto. Al di là delle simpatie come si può essere così ciechi? Come si può piangere in preda al panico perché il proprio leader politico si è spaccato un labbro? Dedicargli canzoni, poesie e attendere davanti all'ospedale quando (per fortuna perché di questo si è trattato, il bilancio poteva essere peggiore!) ha ferite marginali e guaribili. Ne fanno un martire oggi che è solo una vittima, figuriamoci quando scomparirà in circostanze misteriose (come tutte le vere rockstar) proprio mentre i suoi rapporti con la mafia staranno per diventare pubblici. I caraibi, i paradisi off shore nei quali è accolto come un re, lo attendono per una vecchiaia serena. Ma lui è troppo buono e preferisce rimanere qui con noi, a recitare la parte dell'eroe e del martire.
E' impressionante come tutto ciò che dica sia preso come vangelo, è preoccupante a parer mio.
Il regime è vicino.
Le modifiche che Lega e PDL vogliono apportare alla Costituzione si muovono tutte in questa direzione: più poteri al Premier e al governo, riduzione del Parlamento e del suo ruolo e maggiore controllo della magistratura.
Probabilmente anzi sicuramente io non so di cosa parlo.
Parlo perché c'ho le dita verrebbe da dire.
So però che questo Paese è diventato proprio una bella merda.
La gente che incontro non ha più voglia. Non c'è creatività, non c'è speranza.
Fare qualsiasi cosa è diventato sempre più difficile se non appartieni all'oligarchia. La mia generazione non ha futuro. Io non ho futuro. Non potrò costruirmi una famiglia e so che di questo non posso dare la colpa solo a Berlusconi ma anche a lui.
Sono sempre più preoccupato per quello di questo Paese.
Per la democrazia.
Quello che vedo, quello che sento non può appartenere a un moderno paese democratico (occidentale).
Alcuni rappresentanti della destra continuano sordi ad alzare i toni ma accusano gli altri di farlo. Indicano responsabili, diffamano senza prove, fomentano e allo stesso tempo sostengono che a fare tutto ciò, ad essere responsabili del clima di odio che si sta creando siano quegli esponenti della sinistra e i giornalisti (perché si sa siamo tutti bolscevichi) come Santoro e Travaglio accusato quest'ultimo dall'onorevole Cicchitto pubblicamente in aula di essere un terrorista mediatico. Terrorista mediatico! Un giornalista che svolge il suo lavoro è un terrorista mediatico?
Vengono reclamate iniziative legali, provvedimenti. Il Ministro Maroni promette cha da giovedì ci sarà una stretta per fermare i siti internet che fomentano la violenza.
Mi conviene scrivere il più possibile domani allora prima di essere oscurato come avviene in Cina, a Cuba e in altri paesi liberi.
Tradotto chi non appoggia Mr B deve tacere per sempre.
Francamente però sono ancora più meravigliato dal tipo di sostegno e consenso di cui Berlusconi gode. Viene adulato, idolatrato. Il suo popolo lo chiama semplicemente Silvio. Come per i fasci era Benito. Per il suo popolo lui è infallibile, è perfetto. Al di là delle simpatie come si può essere così ciechi? Come si può piangere in preda al panico perché il proprio leader politico si è spaccato un labbro? Dedicargli canzoni, poesie e attendere davanti all'ospedale quando (per fortuna perché di questo si è trattato, il bilancio poteva essere peggiore!) ha ferite marginali e guaribili. Ne fanno un martire oggi che è solo una vittima, figuriamoci quando scomparirà in circostanze misteriose (come tutte le vere rockstar) proprio mentre i suoi rapporti con la mafia staranno per diventare pubblici. I caraibi, i paradisi off shore nei quali è accolto come un re, lo attendono per una vecchiaia serena. Ma lui è troppo buono e preferisce rimanere qui con noi, a recitare la parte dell'eroe e del martire.
E' impressionante come tutto ciò che dica sia preso come vangelo, è preoccupante a parer mio.
Il regime è vicino.
Le modifiche che Lega e PDL vogliono apportare alla Costituzione si muovono tutte in questa direzione: più poteri al Premier e al governo, riduzione del Parlamento e del suo ruolo e maggiore controllo della magistratura.
Probabilmente anzi sicuramente io non so di cosa parlo.
Parlo perché c'ho le dita verrebbe da dire.
So però che questo Paese è diventato proprio una bella merda.
La gente che incontro non ha più voglia. Non c'è creatività, non c'è speranza.
Fare qualsiasi cosa è diventato sempre più difficile se non appartieni all'oligarchia. La mia generazione non ha futuro. Io non ho futuro. Non potrò costruirmi una famiglia e so che di questo non posso dare la colpa solo a Berlusconi ma anche a lui.
12 dicembre 2009
Ripresa delle trasmissioni
Chiedo scusa a quei pochi ma a quanto vedo dalle statistiche assidui frequentatori del blog per il prolungato silenzio. Cercherò di riassumerne brevemente il motivo, semmai a qualcuno potesse o dovesse interessare.
In questi mesi sono stato impegnato a non lavorare.
In genere si è impegnati a lavorare, nel mio caso no: sono rimasto disoccupato, ho cercato lavoro e nel frattempo ho sostenuto l'esame di stato per la professione di giornalista. Non trovando attorno a me le idonee condizioni (o non mi pagavano o non mi offrivano un contratto o entrambe le cose assieme) ho preferito bere del rhum.
Un caro amico lo accompagna al the delle cinque, dice che è fenomenale.
Io tuttavia continuo a preferirlo con il caffè o liscio.
Mi sono anche impegnato a seguire un nuovo progetto editoriale, questa volta mio, che non c'entra nulla con questo blog.
Il risultato è che mi sono avviato in una piccola rivoluzione. Piccolo girino nello stagno dei pirana mi sono tuffato consapevole di dover 1) passare inizialmente inosservato 2) nuotare più forte. Per ora non mi hanno ancora scoperto, ma la rivoluzione è una cosa lunga mica si fa dall'oggi al domani.
L'altra cosa che mi ha tenuto lontano da questo blog è la situazione politica italiana. Mi ha gettato in una tale depressione che fatico ad esprimermi. Ma non solo la situazione politica, anche quella sociale mi deprime e opprime.
Recentemente un amico belga che ha tre volte e più la mia età mi ha detto: "negli anni Sessanta sono venuto in Italia con gli occhi spalancati estasiato dalla creatività degli italiani dalla loro apertura mentale soprattutto nel campo artistico e della moda. Io dalle Fiandre vedevo questo paese così bello, allegro e dinamico anche. Ora sono troppo vecchio per andarmene ma ogni mattina non posso che chiedermi che cazzo ci faccio qui".
Io non sono belga, io sono italiano e sono stato sempre fiero di esserlo ma da un po' di tempo questa domanda me la pongo anch'io.
Cercherò comunque di esternare le mie considerazioni ancora su questo blog personale, e se qualcuno avrà piacere di interagire sarà ben venuto.
In questi mesi sono stato impegnato a non lavorare.
In genere si è impegnati a lavorare, nel mio caso no: sono rimasto disoccupato, ho cercato lavoro e nel frattempo ho sostenuto l'esame di stato per la professione di giornalista. Non trovando attorno a me le idonee condizioni (o non mi pagavano o non mi offrivano un contratto o entrambe le cose assieme) ho preferito bere del rhum.
Un caro amico lo accompagna al the delle cinque, dice che è fenomenale.
Io tuttavia continuo a preferirlo con il caffè o liscio.
Mi sono anche impegnato a seguire un nuovo progetto editoriale, questa volta mio, che non c'entra nulla con questo blog.
Il risultato è che mi sono avviato in una piccola rivoluzione. Piccolo girino nello stagno dei pirana mi sono tuffato consapevole di dover 1) passare inizialmente inosservato 2) nuotare più forte. Per ora non mi hanno ancora scoperto, ma la rivoluzione è una cosa lunga mica si fa dall'oggi al domani.
L'altra cosa che mi ha tenuto lontano da questo blog è la situazione politica italiana. Mi ha gettato in una tale depressione che fatico ad esprimermi. Ma non solo la situazione politica, anche quella sociale mi deprime e opprime.
Recentemente un amico belga che ha tre volte e più la mia età mi ha detto: "negli anni Sessanta sono venuto in Italia con gli occhi spalancati estasiato dalla creatività degli italiani dalla loro apertura mentale soprattutto nel campo artistico e della moda. Io dalle Fiandre vedevo questo paese così bello, allegro e dinamico anche. Ora sono troppo vecchio per andarmene ma ogni mattina non posso che chiedermi che cazzo ci faccio qui".
Io non sono belga, io sono italiano e sono stato sempre fiero di esserlo ma da un po' di tempo questa domanda me la pongo anch'io.
Cercherò comunque di esternare le mie considerazioni ancora su questo blog personale, e se qualcuno avrà piacere di interagire sarà ben venuto.
15 aprile 2008
L'impero della libertà
Finalmente. Finalmente posso tirare un respiro di sollievo, finalmente almeno per un po’ non soffrirò l’angoscia pre-elettorale e la tensione da sondaggio. Non mi sentirò in colpa se mi sarò perso un dibattito in tivù, ma soprattutto non mi sentirò preso per il culo dopo averlo seguito. Ci sono i vincitori e ci sono i vinti. Mentre mi preparo a chiedere asilo politico alla Spagna di Zapatero mi scappa pure un sorriso. D’altra parte essere di sinistra in un Paese storicamente destrorso come l’Italia non ha senso se non quando la destra è al governo. Peccato che stavolta la sinistra non sarà nemmeno all’opposizione. C’è il rischio, dunque, che chi governerà riuscirà pure a fare qualcosa dato che la maggioranza ottenuta glielo consentirà. Ma che noia ci aspetta senza Luxuria, senza Diliberto, senza Pecoraro Scanio, Mastella, Storace e senza i sigari del buon Fausto e il suo maglione di cashmire? Per fortuna c’è lui, l’intrattenitore per definizione, il pianista con i tempi comici, l’imprenditore adorato e riverito, “dolce e simpatico come uno zar”, per parafrasare una canzone di Silvestri. E per fortuna con lui ci sono gli amici di sempre: Maroni, Calderoli, Borghezio, Castelli, Bonaiuti, Letta… Ah quante soddisfazioni ci potranno regalare. Di certo Travaglio troverà materiale per i suoi libri, ammesso che si potranno ancora pubblicare e di certo come blogger non mi potrò lamentare per le ghiotte opportunità che si presenteranno. Per l’Italia tutta è l’inizio di una nuova era, un nuovo impero, l’impero della libertà per l’appunto. Di chi sarà questa libertà mi sembra chiaro. Ma la colpa ancora una volta è di una sinistra che vuole fare l'intellettuale e non si rende conto che per convincere il popolo bisogna parlare la lingua del popolo. Il resto tanto non conta.12 febbraio 2008
Il carrozzone
Scusate il silenzio, un po’ più prolungato del solito. Ora l’interrompo, almeno momentaneamente. Ammesso che questo interessi a qualcuno. Purtroppo non ce l’ho fatta, e nutro tuttora profonda invidia per tutti coloro che riescono ad esprimersi normalmente. Che riescono a dare le notizie e che riescono anche a commentarle come nulla fosse. Ci vuole stomaco. Io ho dovuto prendermi una pausa e fare un bel respiro profondo. Quello che ho inalato però non odorava di pane fresco. Puzzava piuttosto come la spazzatura campana. Durante questo primo mese del 2008 è successo di tutto, per questo mi sono sentito smarrito. La crisi dei rifiuti, il caso Mastella, la caduta del governo, la decisione di ritornare alle urne, l’inizio della campagna elettorale e le prime conseguenti stronzate d’artificio. In tutto questo conservo una sola amara certezza: non cambierà un beneamato cazzo. L’ultima chicca l’ho letta oggi: Ferrara vuole correre alle elezioni. Era ora. Almeno così butterà giù qualche chiletto, che di certo male non gli fa. Ha già rassicurato tutti che non si tratterà tuttavia di un partito, ma di un movimento. Nel suo caso, sarà di certo un movimento di panza. In ogni caso niente paura, sarà un aborto. Il premio simpatia va però a Valentino Rossi, che in tutto questo non c’entra nulla, ma che è riuscito a rimediare al danno d’immagine causato dall’evasione fiscale con una grottesca foto che lo vede sorridente al fianco del presidente dell’Ufficio delle Entrate. Entrambi contenti, come alla Ruota della Fortuna. A proposito, a quando una petizione per toglierci dalle palle quel simpatico pirla del figlio della signorina Silvani? Sono amareggiato. Berlusconi mi ha consigliato di alzarmi e camminare, ma io non ce la faccio. Per convincermi mi ha mostrato le stigmate. Ha pure aggiunto che dovremmo tutti ringraziare Mastella per aver fatto cadere il governo. Non posso, ho la nausea. Vorrei soltanto ricordare che il suddetto governo è caduto perché il suddetto Ministro non si è sentito adeguatamente protetto. Non mi pronuncio, attendo il parere di Ruini. Intanto il carrozzone della campagna elettorale si è rimesso in moto. Tanto non si era mai fermato. A tutti i partiti la cosa fa piacere, considerati i lauti finanziamenti pubblici approvati unanimemente un anno e mezzo fa. A noi invece la cosa non può fare piacere alcuno, dato che saremo inaciditi per i prossimi due mesi da incomprensibili comizi televisivi basati sulla confusione. Tratteremo male il nostro vicino, macellaio, collega. Proveremo odio per la parte avversaria, ammesso che capiremo da che parte schierarci. Vivremo male, ma ad aprile ci sarà un Italia nuova. Fidatevi gente, fidatevi.
05 ottobre 2007
Clemente rastrella
La gente è proprio cattiva. Facile prendersela con chi è più esposto e quindi più passibile di critiche. Provate un po’ voi a fare il Ministro della Giustizia, in un Paese come il nostro. Provate un po’ voi a farlo dopo essere stato testimone di nozze di un pentito mafioso. (Pentito sì, ma dopo il matrimonio…) Provate un po’ voi in tempi così difficili, tempi in cui mandare un politico a quel paese pare essere più facile di una moda. Provate voi a far rispettare la vostra posizione sotto l’attacco mediatico di Flores e compagni (compagni mica a caso) in prima serata. L’onorevole (onorevole mica a caso) Mastella ci è rimasto male poverino. Ma come? Lui che ha fatto, fa e ha tutte le intenzioni di fare tanto per il nostro Paese viene accolto a male parole e additato come simbolo della mala-politica? Siamo un popolo di ingrati. La delusione dev’essere stata atroce per uno che ha tanto a cuore gli italiani. Forse ha anche pianto. Di certo ha posto il capoccione sul petto della signora Mastella e piagnucolato “ce l’hanno tutti con me, anche quei cattivoni dei blogsss”. Come può una moglie premurosa rimanere insensibile a un fatto come questo? Ingiurie! Falsità! Menzogne! Il popolo del web (una massa schiumosa non meglio identificata, ndr) sta rovinando la vita dei Mastella! È profondamente ingiusto. È ora che i blog chiudano. Se devono parlare male di suo marito è ora che spariscano. Giù la maschera, prendetevi le vostre responsabilità o vi denuncio. E a chi? Ai Carabinieri? Alla Polizia? No, direttamente al… Ministro della Giustizia, che ora chiede di oscurare (sottolineo oscurare) per primo l’indirizzo http://www.mastellatiodio.blogspot.com/. Egregio Ministro, da cittadino italiano (e dunque come suo datore di lavoro) mi permetto di chiederle con quale accusa. Quale sarebbe il reato contestato al suddetto blog e a tutti gli altri coinvolti nelle polemiche di questi giorni come http://www.dementemastella.blogspot.com/ o http://www.clementepastella.blogspot.com/? È un reato dichiarare il proprio odio o antipatia verso un’altra persona? Posso essere d’accordo che non sia una cosa elegante o opportuna, ma non capisco perché non si possa fare. Certo io non so cosa si prova, forse io per primo sarei infastidito se sapessi che ci sono persone talmente logorate dalla mia presenza da spendere il loro tempo per produrre materiale su di me anziché andare a giocare a squash (anche se a pensarci bene forse ne sarei lusingato…). Diffamazione? Calunnie? Sostengono forse il falso? Sono forse entrate in Rai perché raccomandate da Ciriaco De Mita? Hanno forse vinto la loro prima elezione nel 1976 dopo aver telefonato ad ogni elettore della sezione dalla sede Rai di Napoli fingendosi il direttore della medesima e consigliando la propria candidatura? Percepiscono forse la pensione dall’ordine dei giornalisti dopo un anno e poco più di servizio e poche migliaia di euro di contributi figurativi pur ricevendo ogni mese una sontuosa indennità parlamentare? Rastrelliamo caro Ministro, rastrelliamo i dissidenti prima delle prossime elezioni. Ma stia tranquillo sappiamo che lei le vincerà. Non importa se con la destra o la sinistra: Mastella c’è e ci fa, ci sarà e ci farà. p.s.: se fondassimo un Mastella Antifans Club per quale violazione della buona educazione potrei essere condannato? Mamma tu che dici, mi arrestano?
11 settembre 2007
I primi effetti del V-day
dal Sole 24 ore:
Sabato mattina io e Candida eravamo a Milano, per l'esattezza in piazza Lima, tra tutti coloro che si sono alzati, si sono infilati le scarpe e, documento alla mano, sono scesi per comunicare all'Italia senza gridare slogan né tantomeno gettare bottiglie incendiarie, il proprio dissenso. Abbiamo firmato la proposta di Beppe Grillo per un parlamento pulito, perché crediamo sia una cosa normale, anzi oserei dire naturale, che un cittadino italiano condannato per qualsiasi crimine debba perdere il diritto a candidarsi come rappresentante del popolo. Il giorno dopo però, su tutti i giornali e i notiziari, nessuno si è occupato di questo aspetto dell'iniziativa, ma tanti, troppi si sono piuttosto concentrati sulla minaccia politica rappresentata da Grillo. Già, un comico che parla di politica preoccupa. Va bene soltanto se fa le imitazioni al bagaglino, ma non metta becco su proposte di legge o su vicende di dubbia limpidezza (qualcuno si ricorda della vicenda Guzzanti?).
Se Grillo fa scendere in piazza un triglione di persone, significa che vuole fondare un nuovo partito, non che il suddetto triglione di persone s'è rotto le palle (scusate la franchezza) della classe politica e preferisce informarsi autonomamente su internet anziché ascoltare quanto ha da dire la stampa ufficiale.
Sabato mattina io e Candida eravamo a Milano, per l'esattezza in piazza Lima, tra tutti coloro che si sono alzati, si sono infilati le scarpe e, documento alla mano, sono scesi per comunicare all'Italia senza gridare slogan né tantomeno gettare bottiglie incendiarie, il proprio dissenso. Abbiamo firmato la proposta di Beppe Grillo per un parlamento pulito, perché crediamo sia una cosa normale, anzi oserei dire naturale, che un cittadino italiano condannato per qualsiasi crimine debba perdere il diritto a candidarsi come rappresentante del popolo. Il giorno dopo però, su tutti i giornali e i notiziari, nessuno si è occupato di questo aspetto dell'iniziativa, ma tanti, troppi si sono piuttosto concentrati sulla minaccia politica rappresentata da Grillo. Già, un comico che parla di politica preoccupa. Va bene soltanto se fa le imitazioni al bagaglino, ma non metta becco su proposte di legge o su vicende di dubbia limpidezza (qualcuno si ricorda della vicenda Guzzanti?).Se Grillo fa scendere in piazza un triglione di persone, significa che vuole fondare un nuovo partito, non che il suddetto triglione di persone s'è rotto le palle (scusate la franchezza) della classe politica e preferisce informarsi autonomamente su internet anziché ascoltare quanto ha da dire la stampa ufficiale.
12 giugno 2007
Un gesto onorevole
Il senatore di AN Selva ha rassegnato le sue dimissioni al Presidente Marini. A ottantun'anni ci ha finalmente dato dimostrazione di grande maturità. Non sappiamo ancora se il Presidente le accetterà, noi ci auguriamo di sì. Non solo perché non è carino rifiutare la preghiera di un anziano, ma anche perché per questo povero vecchino dotato di 4 by-pass è giunta l'ora della meritata pensione. Perché accanirsi a costringerlo a presenziare alle riunioni giornaliere con i suoi vetusti compagni? Lasciamolo andare a godersi la sua vecchiaia al circolo, a giocare alle bocce o a ramino o a ruba mazzetto. Per chi fosse stato un po' distratto nei giorni scorsi, il sentatore Selva si è reso protagonista di una vicenda quanto meno curiosa dirottando un'ambulanza per farsi trasportare ai centri televisivi de La7 (un impegno irrinunciabile). Particolari divertenti sono emersi dalle dichiarazioni degli operatori 118 che hanno sostenuto di aver ricevuto minacce e spintoni (spintoni??? ma ha 81 anni e 4 by-pass!!) e di essere stati sollecitati al trasporto onde evitare il licenziamento. Noi immaginiamo al suono del consueto "Lei non sa chi sono io!". Ora attendiamo speranzosi la decisione del Presidente Marini.
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