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20 gennaio 2010

Una casa tutta nuova

Il blog è come una casa.

Una casa fatta di parole, pensieri e nel mio caso spesso di parole senza pensieri.

Ho iniziato a tenere un blog su ciò che in Italia non funziona, sulle tante contraddizioni di questo paese, su ciò che mi passava per la testa e su alcuni risvolti pratici della politica di casa nostra (mi raccomando non COSA nostra, non siate subito maliziosi) nel novembre del 2006.

Da allora la situazione è peggiorata.

Segno non solo che le mie parole si sono perse insieme a quelle di molti altri giornalisti e blogger tra i flutti del web, ma segno che il declino intrapreso dalla nostra Repubblica e dalla nostra società circa 50 anni fa non accenna a diminuire. Si persevera negli errori, con rare, sempre più rare eccezioni.

Non prendetemi per un pessimista, non lo sono affatto. Ma non posso starmene tutto il tempo con la testa nella sabbia e soprattutto non riesco a stare zitto. Proprio per questo nel 2006 ho iniziato a scrivere sul blog www.bruttapiega.blogspot.com. Il tempo passa e cambiano anche le esigenze. Quella di una piattaforma più moderna ed efficiente mi ha portato ad aprire questo blog su tumblr. Vorrei però che non si spezzasse il filo con il diario che mi ha accompagnato sin qui, per cui non chiuderò il precedente “abbiamo preso una bruttapiega” nella speranza che questo possa invogliare qualcuno di voi a contattarmi e a discutere assieme.

Alzate la testa. Riprendiamoci la nostra vita e l’Italia.

Vi aspetto su www.bruttapiega.tumblr.com


12 dicembre 2009

Ripresa delle trasmissioni

Chiedo scusa a quei pochi ma a quanto vedo dalle statistiche assidui frequentatori del blog per il prolungato silenzio. Cercherò di riassumerne brevemente il motivo, semmai a qualcuno potesse o dovesse interessare.
In questi mesi sono stato impegnato a non lavorare.
In genere si è impegnati a lavorare, nel mio caso no: sono rimasto disoccupato, ho cercato lavoro e nel frattempo ho sostenuto l'esame di stato per la professione di giornalista. Non trovando attorno a me le idonee condizioni (o non mi pagavano o non mi offrivano un contratto o entrambe le cose assieme) ho preferito bere del rhum.
Un caro amico lo accompagna al the delle cinque, dice che è fenomenale.
Io tuttavia continuo a preferirlo con il caffè o liscio.

Mi sono anche impegnato a seguire un nuovo progetto editoriale, questa volta mio, che non c'entra nulla con questo blog.
Il risultato è che mi sono avviato in una piccola rivoluzione. Piccolo girino nello stagno dei pirana mi sono tuffato consapevole di dover 1) passare inizialmente inosservato 2) nuotare più forte. Per ora non mi hanno ancora scoperto, ma la rivoluzione è una cosa lunga mica si fa dall'oggi al domani.

L'altra cosa che mi ha tenuto lontano da questo blog è la situazione politica italiana. Mi ha gettato in una tale depressione che fatico ad esprimermi. Ma non solo la situazione politica, anche quella sociale mi deprime e opprime.

Recentemente un amico belga che ha tre volte e più la mia età mi ha detto: "negli anni Sessanta sono venuto in Italia con gli occhi spalancati estasiato dalla creatività degli italiani dalla loro apertura mentale soprattutto nel campo artistico e della moda. Io dalle Fiandre vedevo questo paese così bello, allegro e dinamico anche. Ora sono troppo vecchio per andarmene ma ogni mattina non posso che chiedermi che cazzo ci faccio qui".
Io non sono belga, io sono italiano e sono stato sempre fiero di esserlo ma da un po' di tempo questa domanda me la pongo anch'io.

Cercherò comunque di esternare le mie considerazioni ancora su questo blog personale, e se qualcuno avrà piacere di interagire sarà ben venuto.