Solidarietà a Berlusconi.
Non avrei mai pensato di doverlo dire ma è così.
Ieri, domenica 13 dicembre 2009, il nostro Presidente del Consiglio è stato colpito al volto da una statuetta raffigurante il duomo di Milano scagliatagli addosso da un tale Tartaglia, ingegnere elettronico incensurato in cura psichiatrica da un decennio.
Me ne vergogno, ma voglio essere sincero: una parte di me ha provato una sorta di piacere. Perdonatemi per questo. Voglio unirmi a tutti i messaggi di condanna per questo folle, irresponsabile, vigliacco e bastardo gesto. Nel quale personalmente però non vedo nulla di politico. Fosse stato un gesto politico avrebbe avuto un messaggio, avrebbe tirato del fango o del letame o delle uova marce... (non voglio dare troppe idee e passare per terrorista, SONO COSE CHE NON SI FANNO STO SOLO PROVANDO A RAGIONARE).
Però sono stati prontamente accusati tutti i giornali "di sinistra", i giudici (comunisti) e i politici che "innalzano" lo scontro verbale come Tonino Di Pietro.
[Tonino Di Pietro viene accusato di innalzare lo scontro verbale... e nessuno del PD, dei Radicali, dei Comunisti... di coloro che stanno a sinistra dell'UDC insomma proferisce una parola al riguardo. Mah]
Sono certo che la destra saprà sfruttare il gesto di questo imbecille al meglio. Bondi piange, Bonaiuti parla già di profezie. Al San Raffaele è apparsa la stella cometa.
Berlusconi perdonerà Tartaglia con un gesto della mano e dimostrerà ancora una volta a tutti la sua magnanimità.
Rimane il fatto che è il politico più odiato della storia della Repubblica Italiana assieme a Mussolini con il quale condivide anche un certo gusto per i proclami.
Purtroppo il suo deprecabile ferimento diventerà il pretesto per i fans (non ha senso chiamarli più sostenitori o simpatizzanti meglio forse adepti) di santificarlo finché è ancora in vita e cosa obiettivamente peggiore potrebbe segnare l'inizio di altre violenze.
Di tutto questo verrannno comunque accusati gli altri quando il principale responsabile è ancora una volta Berlusconi stesso. Nessuno ha il coraggio di dire che lui e gli uomini della sua corte dal '94 non hanno fatto altro che esasperare ed esagerare i termini non tralasciando le offese a categorie o personali.
Tutto questo allontanerà almeno per il momento lo spettro dei veri problemi di Berlusconi. La crisi economica? No di certo. Le indagini sulla sua (tutta da dimostrare) affiliazione alla mafia che sembrano avvicinarsi a momenti decisivi.
Ora la stampa avrà dell'altro di cui parlare e sarà costretta ad adottare toni più pacati. Ma questo forse è un bene. Alla fine cosa intendo dire: che il gesto di quest'imbecille non fa che favorire la destra e in particolare Mr B. Qualcuno già si chiede se la cosa non sia stata studiata a tavolino (in effetti alcuni particolari di come questo Tartaglia sia passato inosservato e abbia potuto indisturbato prendere la mira sono ambigui) ma francamente dubito che una persona o un gruppo politico possa pianificare una cosa del genere. Ciononostante il tempismo con cui capita ha dell'incredibile, all'indomani delle dichiarazioni europee di Mr B.
Non può che preoccupare il fatto che una persona sia pronta al gesto eclatante alla violenza pubblica. Nel caso di Mr B però francamente preferirei che morisse per cause naturali (nel senso che tutti prima o poi crepiamo e fino a prova contraria è umano, l'ho visto perdere del sangue): non vorrei mai che lo trasformassero in un martire delle libertà.
Sdrammatizzo.
Tuttavia sempre più spesso penso che questo Paese abbia bisogno di una rivoluzione. Io ho intrapreso la mia, minuscola, ve l'ho già detto e non ha niente a che vedere con Mr B, ma un po' con il sistema che in fondo anche lui rappresenta. Intravedo però il bisogno di una rivoluzione più ampia, una rivoluzione dei valori, una rivoluzione sociale. Ma poi penso anche che molti miei concittadini non la meriterebbero neppure. Offrire loro una possibilità che non saprebbero riconoscere o comprendere non ha senso. Nonostante tutto molti sono felici così con i loro programmi televisivi idioti, con il loro iPhone da toccare ma del quale non sanno nemmeno leggere il manuale d'uso, con i loro status stagionali, con i loro sabato notte, le audi bianche e le lampade UV. Mi guardo attorno e concludo che sono io che ho bisogno di una rivoluzione e che sono proprio un egoista di merda a voler cambiare il mio Paese per un mio capriccio e che sarebbe eticamente più corretto lasciare agli idioti la loro terra dei cachi. Loro qui sono felici perché rovinargli la vita?
Così ho deciso che proverò la mia piccola rivoluzione e se funzionerà sarò felice anch'io. In caso contrario leverò il disturbo.
In fondo ora prendere in considerazione il prossimo fallimento non mi disgusta.
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14 dicembre 2009
Una statuetta del duomo
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12 dicembre 2009
Ripresa delle trasmissioni
Chiedo scusa a quei pochi ma a quanto vedo dalle statistiche assidui frequentatori del blog per il prolungato silenzio. Cercherò di riassumerne brevemente il motivo, semmai a qualcuno potesse o dovesse interessare.
In questi mesi sono stato impegnato a non lavorare.
In genere si è impegnati a lavorare, nel mio caso no: sono rimasto disoccupato, ho cercato lavoro e nel frattempo ho sostenuto l'esame di stato per la professione di giornalista. Non trovando attorno a me le idonee condizioni (o non mi pagavano o non mi offrivano un contratto o entrambe le cose assieme) ho preferito bere del rhum.
Un caro amico lo accompagna al the delle cinque, dice che è fenomenale.
Io tuttavia continuo a preferirlo con il caffè o liscio.
Mi sono anche impegnato a seguire un nuovo progetto editoriale, questa volta mio, che non c'entra nulla con questo blog.
Il risultato è che mi sono avviato in una piccola rivoluzione. Piccolo girino nello stagno dei pirana mi sono tuffato consapevole di dover 1) passare inizialmente inosservato 2) nuotare più forte. Per ora non mi hanno ancora scoperto, ma la rivoluzione è una cosa lunga mica si fa dall'oggi al domani.
L'altra cosa che mi ha tenuto lontano da questo blog è la situazione politica italiana. Mi ha gettato in una tale depressione che fatico ad esprimermi. Ma non solo la situazione politica, anche quella sociale mi deprime e opprime.
Recentemente un amico belga che ha tre volte e più la mia età mi ha detto: "negli anni Sessanta sono venuto in Italia con gli occhi spalancati estasiato dalla creatività degli italiani dalla loro apertura mentale soprattutto nel campo artistico e della moda. Io dalle Fiandre vedevo questo paese così bello, allegro e dinamico anche. Ora sono troppo vecchio per andarmene ma ogni mattina non posso che chiedermi che cazzo ci faccio qui".
Io non sono belga, io sono italiano e sono stato sempre fiero di esserlo ma da un po' di tempo questa domanda me la pongo anch'io.
Cercherò comunque di esternare le mie considerazioni ancora su questo blog personale, e se qualcuno avrà piacere di interagire sarà ben venuto.
In questi mesi sono stato impegnato a non lavorare.
In genere si è impegnati a lavorare, nel mio caso no: sono rimasto disoccupato, ho cercato lavoro e nel frattempo ho sostenuto l'esame di stato per la professione di giornalista. Non trovando attorno a me le idonee condizioni (o non mi pagavano o non mi offrivano un contratto o entrambe le cose assieme) ho preferito bere del rhum.
Un caro amico lo accompagna al the delle cinque, dice che è fenomenale.
Io tuttavia continuo a preferirlo con il caffè o liscio.
Mi sono anche impegnato a seguire un nuovo progetto editoriale, questa volta mio, che non c'entra nulla con questo blog.
Il risultato è che mi sono avviato in una piccola rivoluzione. Piccolo girino nello stagno dei pirana mi sono tuffato consapevole di dover 1) passare inizialmente inosservato 2) nuotare più forte. Per ora non mi hanno ancora scoperto, ma la rivoluzione è una cosa lunga mica si fa dall'oggi al domani.
L'altra cosa che mi ha tenuto lontano da questo blog è la situazione politica italiana. Mi ha gettato in una tale depressione che fatico ad esprimermi. Ma non solo la situazione politica, anche quella sociale mi deprime e opprime.
Recentemente un amico belga che ha tre volte e più la mia età mi ha detto: "negli anni Sessanta sono venuto in Italia con gli occhi spalancati estasiato dalla creatività degli italiani dalla loro apertura mentale soprattutto nel campo artistico e della moda. Io dalle Fiandre vedevo questo paese così bello, allegro e dinamico anche. Ora sono troppo vecchio per andarmene ma ogni mattina non posso che chiedermi che cazzo ci faccio qui".
Io non sono belga, io sono italiano e sono stato sempre fiero di esserlo ma da un po' di tempo questa domanda me la pongo anch'io.
Cercherò comunque di esternare le mie considerazioni ancora su questo blog personale, e se qualcuno avrà piacere di interagire sarà ben venuto.
13 ottobre 2008
Segnali di crisi
C'è aria di crisi, e non svelo alcun mistero. Nonostante l'ottima ripresa dei titoli di oggi, banche e borse di tutto l'Occidente faticano a diffondere anche il minimo ottimismo per l'immediato futuro. Le previsioni ci dicono che pure nel 2009 dovremo tirare la cinghia e neppure gli astri ci saranno di grande aiuto.
"Per l'influenza di Venere che entra in culo a Marte che a sua volta ha cercato di fottere Giunone, anche per il prossimo anno lavorerai gratis. Riprovaci nel 2010, potrebbe andarti meglio e se sarai fortunato non ti spilleremo i soldi della nonna che tenevi sotto il letto".
Intanto l'ombra sinistra della crisi si percepisce nelle piccole cose, nei fatti di tutti i giorni, che paiono casuali ma così non sono. Come la notizia riportata da La Repubblica di ieri 12 ottobre che mi ha fatto riflettere più delle frasi di Tremonti: a San Francisco sarà installata una rete sotto al Golden Gate, il celebre ponte che attraversa la famosa baia californiana. Per i piccioni? No, per i suicidi. A quanto pare il Golden Gate non è soltanto meta dei turisti, ma anche uno dei punti preferiti da chi vuole farla finita. Sono stati 39 nel 2007, mentre il dato provvisorio del 2008 è di 19 morti. Ma, visti i tempi, il numero è destinato a crescere...
"Per l'influenza di Venere che entra in culo a Marte che a sua volta ha cercato di fottere Giunone, anche per il prossimo anno lavorerai gratis. Riprovaci nel 2010, potrebbe andarti meglio e se sarai fortunato non ti spilleremo i soldi della nonna che tenevi sotto il letto".
Intanto l'ombra sinistra della crisi si percepisce nelle piccole cose, nei fatti di tutti i giorni, che paiono casuali ma così non sono. Come la notizia riportata da La Repubblica di ieri 12 ottobre che mi ha fatto riflettere più delle frasi di Tremonti: a San Francisco sarà installata una rete sotto al Golden Gate, il celebre ponte che attraversa la famosa baia californiana. Per i piccioni? No, per i suicidi. A quanto pare il Golden Gate non è soltanto meta dei turisti, ma anche uno dei punti preferiti da chi vuole farla finita. Sono stati 39 nel 2007, mentre il dato provvisorio del 2008 è di 19 morti. Ma, visti i tempi, il numero è destinato a crescere...
15 aprile 2008
L'impero della libertà
Finalmente. Finalmente posso tirare un respiro di sollievo, finalmente almeno per un po’ non soffrirò l’angoscia pre-elettorale e la tensione da sondaggio. Non mi sentirò in colpa se mi sarò perso un dibattito in tivù, ma soprattutto non mi sentirò preso per il culo dopo averlo seguito. Ci sono i vincitori e ci sono i vinti. Mentre mi preparo a chiedere asilo politico alla Spagna di Zapatero mi scappa pure un sorriso. D’altra parte essere di sinistra in un Paese storicamente destrorso come l’Italia non ha senso se non quando la destra è al governo. Peccato che stavolta la sinistra non sarà nemmeno all’opposizione. C’è il rischio, dunque, che chi governerà riuscirà pure a fare qualcosa dato che la maggioranza ottenuta glielo consentirà. Ma che noia ci aspetta senza Luxuria, senza Diliberto, senza Pecoraro Scanio, Mastella, Storace e senza i sigari del buon Fausto e il suo maglione di cashmire? Per fortuna c’è lui, l’intrattenitore per definizione, il pianista con i tempi comici, l’imprenditore adorato e riverito, “dolce e simpatico come uno zar”, per parafrasare una canzone di Silvestri. E per fortuna con lui ci sono gli amici di sempre: Maroni, Calderoli, Borghezio, Castelli, Bonaiuti, Letta… Ah quante soddisfazioni ci potranno regalare. Di certo Travaglio troverà materiale per i suoi libri, ammesso che si potranno ancora pubblicare e di certo come blogger non mi potrò lamentare per le ghiotte opportunità che si presenteranno. Per l’Italia tutta è l’inizio di una nuova era, un nuovo impero, l’impero della libertà per l’appunto. Di chi sarà questa libertà mi sembra chiaro. Ma la colpa ancora una volta è di una sinistra che vuole fare l'intellettuale e non si rende conto che per convincere il popolo bisogna parlare la lingua del popolo. Il resto tanto non conta.12 febbraio 2008
Il carrozzone
Scusate il silenzio, un po’ più prolungato del solito. Ora l’interrompo, almeno momentaneamente. Ammesso che questo interessi a qualcuno. Purtroppo non ce l’ho fatta, e nutro tuttora profonda invidia per tutti coloro che riescono ad esprimersi normalmente. Che riescono a dare le notizie e che riescono anche a commentarle come nulla fosse. Ci vuole stomaco. Io ho dovuto prendermi una pausa e fare un bel respiro profondo. Quello che ho inalato però non odorava di pane fresco. Puzzava piuttosto come la spazzatura campana. Durante questo primo mese del 2008 è successo di tutto, per questo mi sono sentito smarrito. La crisi dei rifiuti, il caso Mastella, la caduta del governo, la decisione di ritornare alle urne, l’inizio della campagna elettorale e le prime conseguenti stronzate d’artificio. In tutto questo conservo una sola amara certezza: non cambierà un beneamato cazzo. L’ultima chicca l’ho letta oggi: Ferrara vuole correre alle elezioni. Era ora. Almeno così butterà giù qualche chiletto, che di certo male non gli fa. Ha già rassicurato tutti che non si tratterà tuttavia di un partito, ma di un movimento. Nel suo caso, sarà di certo un movimento di panza. In ogni caso niente paura, sarà un aborto. Il premio simpatia va però a Valentino Rossi, che in tutto questo non c’entra nulla, ma che è riuscito a rimediare al danno d’immagine causato dall’evasione fiscale con una grottesca foto che lo vede sorridente al fianco del presidente dell’Ufficio delle Entrate. Entrambi contenti, come alla Ruota della Fortuna. A proposito, a quando una petizione per toglierci dalle palle quel simpatico pirla del figlio della signorina Silvani? Sono amareggiato. Berlusconi mi ha consigliato di alzarmi e camminare, ma io non ce la faccio. Per convincermi mi ha mostrato le stigmate. Ha pure aggiunto che dovremmo tutti ringraziare Mastella per aver fatto cadere il governo. Non posso, ho la nausea. Vorrei soltanto ricordare che il suddetto governo è caduto perché il suddetto Ministro non si è sentito adeguatamente protetto. Non mi pronuncio, attendo il parere di Ruini. Intanto il carrozzone della campagna elettorale si è rimesso in moto. Tanto non si era mai fermato. A tutti i partiti la cosa fa piacere, considerati i lauti finanziamenti pubblici approvati unanimemente un anno e mezzo fa. A noi invece la cosa non può fare piacere alcuno, dato che saremo inaciditi per i prossimi due mesi da incomprensibili comizi televisivi basati sulla confusione. Tratteremo male il nostro vicino, macellaio, collega. Proveremo odio per la parte avversaria, ammesso che capiremo da che parte schierarci. Vivremo male, ma ad aprile ci sarà un Italia nuova. Fidatevi gente, fidatevi.
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