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05 gennaio 2010

Berlusconi sfigurato dalla chirurgia estetica

Questo è l'unico motivo che riesco a dare alle bizzarre bendature del cavaliere. Sì lo so che è sempre troppo facile gridare al complotto alla montatura e via dicendo, certo è che nel caso dell'aggressione al nostro Presidente del Consiglio le stranezze non si contano (come del resto quasi sempre quando c'è di mezzo lui: gli si può dir tutto tranne che non sia originale).

Già nei primi giorni successivi all'aggressione di piazza Duomo più di qualche blogger sollevava dubbi e perplessità. In particolare si faceva notare come la camicia del cavaliere fosse intonsa nonostante la ferita al labbro che si sa provoca una fuoriuscita copiosa di sangue, come le riprese non riuscissero mai a mostrare con precisione il lancio ma soprattutto l'impatto dell'oggetto sulla faccia di Berlusconi. In molti hanno pensato alle solite bizzarre teorie complottiste, come avvenne anche per l'11 settembre.
(Nella foto Berlusconi il 28/12/2009 al compleanno della giovane e avvenente Michaela Biancofiore, deputata PDL)

Durante le feste di Natale però Berlusconi si è presentato al centro commerciale con il solito sorriso. Nessun taglio sul labbro. In compenso una strana bendatura sulla guancia sinistra e un cerotto al naso (forse per respirare meglio? glielo avrà prestato Seedorf?).
Ciò che più di tutto mi inquieta è che nessun telegiornale ancora una volta abbia provato a indagare, a dare riscontro anche sulle bizzarre voci del complotto. Hanno taciuto tutti ancora una volta. Mi inquieta, dicevo, perché nel resto d'Europa ancora una volta non è così e si è parlato anche di questa possibilità.
Come al solito qui tutto tace in attesa di riprendere il gran casino della campagna elettorale dove, guarda caso, si farà ampio uso dell'immagine di Berlusconi insanguinato, il Berlusconi vittima dei terroristi mediatici e non che tanto commuove le folle.
Appunto... Folle.

29 maggio 2007

Habemus sindaco!

Tutti i giornali stamattina riportano i risultati degli ultimi due giorni di tornata elettorale. Come al solito le considerazioni sono contrastanti: tutti hanno vinto e nessuno ha perso. Ma fra pagine e pagine di autorevoli opinioni che analizzano la situazione di questa nostra povera Italia schiacciata dall'esperienza elettorale, ha attirato la mia attenzione una notiziola alquanto curiosa: il caso di un sindaco eletto con soli quattro voti. Agli scrutatori sarà bastato solo un minuto, ieri dopo le 15, per sapere chi ha vinto la curiosa battaglia tra furbi e furbetti che si è scatenata a Sambuco, piccolo paesino della valle Stura provincia di Cuneo.
Il tempo di scrutinare cinque schede e il nome del futuro sindaco con consiglio comunale annesso era già bello che fatto. Questa curiosa situazione nasce dal tentativo maldestro di aggirare la legge elettorale che, dopo due mandati consecutivi, impone al sindaco uscente di farsi da parte. Migliore soluzione? Non presentare liste e far commissariare il Comune dal prefetto per qualche mese. In autunno poi, una volta costretti a tornare alle urne, l’ex sindaco si era detto pronto a ricandidarsi e magari governare per altri dieci anni. Nessuno lo ammette, ma di sicuro i 127 abitanti di Sambuco devono averla pensata così. Invece da stamane si ritrovano con sindaco e consiglieri originari da tutte le parti d’Italia e non uno del paeso o per lo meno della valle. Erano straconvinti che il «trucco» avrebbe funzionato tanto che hanno persino scartato l’ipotesi di costituire una lista “fasulla” con gente del posto e con l’ex sindaco nelle retrovie a fare da vice. Al rischio che arrivasse una lista da fuori, erano comunque convinti che, dal momento che Sambuco conta pochi residenti e che la legge in caso di lista unica prevede che a votare sia 50% più uno degli aventi diritto, il risultato sarebbe stato lo stesso: elezioni non valide e commissariamento. Guai fare i conti senza l’oste: da Torino di liste ne sono arrivate ben due, e il quorum non serve più; basta un solo voto valido per far scattare l’elezione di sindaco e di otto consiglieri per la maggioranza e quattro per l’opposizione, anche se nessuno li ha scelti. Per settimane il passaparola ha invaso il paese: «Nessuno vada a votare o ci mettiamo nelle mani dei forestieri». Un impegno che ha resistito fino alle 16 di domenica quando due valleggiani si sono presentati al seggio. Poco dopo, altri . L’ultima speranza dei più in paese era che nel segreto dell’urna questi avessero lasciato la scheda in bianco, o almeno nulla. Speranza svanita alla chiusura dei seggi: cinque i voti, quattro preferenze per un candidato e una per l’altro. Certo che “professionisti della politica”, che si presentano ovunque ci sia una tornata elettorale ,gente che della politica ha fatto un mestiere per trarne utili di varia natura, possa governare un Comune senza sapere dov’è il municipio è davvero una vergogna , ma che questo serva da lezione agli abitanti di Sambuco e a quelli di tutti i piccoli centri d'Italia.