Visualizzazione post con etichetta Bush. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bush. Mostra tutti i post

19 gennaio 2009

Un popolo illuminato

Tra poco, pochissimo, Barack Obama pronuncerà le sue prime parole da Presidente degli Stati Uniti d'America. In tutto il mondo c'è trepidazione, con la consapevolezza di essere innanzi a un momento di rilevanza storica ma anche con la diffusa sensazione di essere davanti a una svolta.
Sarà così?
La voglia di cambiamento è evidentemente sentita da tutti.
Illusi?
Personalmente spero di no, ma temo che sulle spalle del promettente primo presidente nero vengano riposte tante, forse troppe speranze e non tutte motivate.
La stessa campagna elettorale non ha mai posto gli accenti sulle parole del candidato, perlomeno non quanto non abbia fatto con il colore della sua pelle. Tuttavia non possiamo non essere felici per la fine dell'era Bush.

Lo stesso popolo che otto anni fa votava George W. Bush e che soprattutto lo riconfermava quattro anni più tardi, ora appare come il più illuminato popolo della terra. Speriamo bene, e ricordiamoci che sono pur sempre americani.

30 novembre 2007

Natale in casa Cupiello

L'imminente arrivo delle festività natalizie è per tutti fonte di grande gioia ma ancor maggior sbattimento. Scegli l'albero, prepara l'albero, scegli le decorazioni, attacca le decorazioni, compra le luminarie, attacca le luminarie, fai il presepe, manda i biglietti di auguri ad amici e conoscenti e dulcis in fundo scegli i regali giusti per le persone giuste. Davvero un lavoraccio, che richiede passione, dedizione e competenza. Non tutti possono improvvisarsi esperti natalizi, ci vuole savoir faire.


Ora, se per ognuno di noi comuni mortali il Natale commerciale è una grandissima rottura di palle, figuratevi cosa possa essere per chi conta veramente a questo mondo, per una famiglia importante, per, echennesò, per i Bush per esempio. Immaginatevi cosa possa essere organizzare le feste di Natale per la famiglia presidenziale. Per fortuna Laura Bush può contare oltre che sulla sua personale esperienza, sull'appoggio di fior fiore di consulenti e collaboratori che l'aiutano a organizzare e gestire il tutto. Si parla di circa 900 mila cartoline da spedire, 60 mila ospiti da ricevere (e chissà quanto magnano pure) e 33 alberi di Natale, giusto per dare un ordine di grandezza. Per farlo si fa aiutare da 73 volontari (volontari? traduzione: pagati in nero) che lavorano incessantemente anche per preparare il presepe del diciottesimo secolo e soprattutto per l'annuale cortometraggio che vede come protagonista la dolcissima coppia di fox terrier presidenziali.


Dato che capisco la difficoltà e la delicatezza del momento in casa Bush, vorrei anch'io porgere anzi tempo i miei omaggi e gli auguri di passare un sereno Natale, fortunatamente l'ultimo, alla Casa Bianca. Per farlo ho pensato dunque di mandare idealmente alla signora Bush (immortalata nella foto mentre soppesa un'artistica palla) non una ma un sacco di cartoline. Un sacco di cartoline che il governo americano non vuole mostrare a nessuno... Non le ho fatte io, ma i marines che il suo buon maritino ha spedito in Iraq. Per vederle cliccate qui.



13 giugno 2007

Troppi inchini a sua maestà

Mi è sorto un atroce sospetto. Guardo e riguardo le immagini di sua Maestà Giorgio II, Re del Texas, accolto trionfatore nella piccola regione dell'Albania e rimango attonito, anestetizzato. Mancava soltanto l'edificazione di apposito arco monumentale a sancire la sacralità del momento. Un piccolo stato in cui sono ancora visibili i segni lasciati da una dittatura comunista che applaude e impazzisce in preda al giubilo collettivo per colui che è stato definito in molti modi, e uno meno lusinghiero dell'altro. Potrebbe essere, perché no. In fondo lui rappresenta lo stato più liberale del mondo.
Poi ripenso a tutti gli altri paesi europei toccati dal tour di Re Giorgio II negli ultimi giorni, e non posso non notare almeno una macro differenza: ovunque sia andato è stato oggetto di critiche e contestazioni. Non voglio commentare se queste siano state più o meno corrette, o più o meno giustificabili. Sta di fatto che le contestazioni ci sono state, in Italia quanto in Germania. Allora perché questa accoglienza trionfale nel piccolo stato albanese? Che rapporti ha Re Giorgio con la nazione che si affaccia sull'Adriatico? E poi come mai si è concesso il bagno di folla, lasciandosi toccare e accarezzare dagli amici albanesi quando in paesi almeno teoricamente più "stabili" e sicuri come il nostro non si separava dalla sua scorta e solo un cambio di auto a Roma rappresentava un rischio? Spiegatemelo.
Poi vedo un'immagine, quella che potete vedere anche voi qui di fianco: a Re Giorgio hanno "zanzato" il rolex. Il colpo di fulmine. Ora è tutto più chiaro: non tutte le comparse sono rimaste soddisfatte del proprio compenso. Il colossal è comunque riuscito.